I danni cagionati  dalla Pandemia,  le restrizioni ad essa collegate e le conseguenze  non  strettamente riconducibili all’aggressività patologica del Covid 19, stanno,  purtroppo, accentuando conflittualità già esistenti all’interno di molte famiglie italiane.

La condivisione forzata di spazi, infatti,  mentre all’interno di contesti familiari sereni  contribuisce ad un rafforzamento dei legami affettivi e relazionali,  in situazioni di convivenza già critiche, al contrario, genera insostenibile malessere ed intolleranza  che, inevitabilmente, sfocia in episodi di aggressività e violenza, sia psicologica che fisica.

Questa forma di violenza, definita “domestica”, si consuma il più delle volte in maniera impunita ed indisturbata, complice anche la condotta omissiva e timorosa della vittima.

E’ necessario, quindi, soprattutto in questo periodo di convivenza forzata,  che le vittime siano rese edotte dell’esistenza, grazie all’introduzione del c.d. Codice Rosso,  di strumenti giuridici idonei a porre fine a tali soprusi, mettendo loro ed, eventualmente, i propri figli in sicurezza nonchè perseguendo penalmente i responsabili.

A tal  fine la Sezione di Cosenza del Centro Studi “Familia”, con sede in via Viale Mancini n.156 (per contatto immediato cell/whatsapp 328.4282814), nella persona della sottoscritta responsabile territoriale, ha deciso di aprire uno sportello di ascolto, operativo anche per via telematica attraverso l’utilizzo dei canali comunicativi Facebook ed Instagram, mettendo  a disposizione il proprio team di esperti per raccogliere le richieste di aiuto e fornire  gratuitamente alla vittima di violenza domestica un primo adeguato e tempestivo supporto.

La violenza domestica, ancor più al tempo del Coronavirus,  va denunciata e contrastata sin dal suo sorgere, per evitare che la convivenza forzata si trasformi in una trappola mortale.

Avv. Maria Vittoria SICILIA

 

 

 

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